Firme perché il Campanone di Longiano taccia. E centinaia di firme si stanno raccogliendo affinchè si mantenga lo stato attuale: l’estate longianese, è il caso di dirlo, sta “scaldando i motori”.
Il “Campanone”, così è chiamata la torre campanaria longianese, fa parte del Castello Malatestiano della cittadina; nel Castello ha sede la preziosissima Fondazione Balestra, dove sono raccolte opere di artisti a livello mondiale.
Quelle campane da centinaia di anni hanno segnato lo scorrere del tempo; hanno passato i secoli e hanno visto dal Medio Evo ad oggi, come è cambiata la civiltà.
Notizia di oggi, data proprio dai longianesi, una raccolta di firme, affinchè il suono non si oda più. In paese, ma anche nelle frazioni, si è scatenato un “parapiglia”; così, si stanno raccogliendo le firme perché quelle campane non tacciano.
“Sono state presentate in comune delle firme per zittire il campanone del castello malatestiano – hanno scritto sulla pagina Fb di Longiano gli amministratori – E’ come cancellare un pezzo di storia. Ci abbiamo vissuto all’ombra e al suono di quel Campanone. Siamo sopravvissuti; anzi, il suo suono accompagnava il sonno. Così come lo è oggi per molti residenti. Se andiamo avanti in questo modo chiuderemo le campane delle chiese, il teatro Petrella, i vari locali pubblici: daranno fastidio pure i cani e i gatti che amoreggiano. Longiano deve vivere col suono del Campanone!”. Quindi, al via la raccolta di firme per salvare le campane: da quando è stato lanciato l’appello, la cittadina si è mobilitata e, la risposta, è di massa.
Cristina Fiuzzi





















