A San Marino un detenuto costa 480 euro al giorno. E’ il costo più alto di tutta Europa. Nessun Stato spende tanto. Per fortuna, i detenuti, ai Cappuccini sono sempre pochi.

È il rapporto appena uscito del Consiglio d’Europa “Prigioni in Europa 2005-2015” che ha tracciato il profilo della situazione carceraria in 47 Paesi. San Marino ha questo primato. E se sul Titano si spendono 480 euro al giorno, in Norvegia se ne spendono 348, in Svezia 345, nei Paesi Bassi 273, in Danimarca 191, in Italia 141 euro. Chi spende meno per i detenuti sono l’Ucraina (2,7 euro al giorno), la Georgia (5,7) e la Croazia (7,3).

LA PRIGIONE DEI CAPPUCCINI

Il carcere dei Cappuccini è l’unico carcere di San Marino ed è stato aperto nel 1970, infatti prima del 1970 il carcere aveva sede nella Guaita, la prima torre della Città di San Marino. Si trova in via Paolo III a Città di San Marino in un’ala del Convento dei Cappuccini per il quale lo Stato sammarinese paga l’affitto alla Diocesi di San Marino-Montefeltro.

Negli anni passati il carcere ospitava raramente più di un detenuto, sorvegliati da due brigadieri della gendarmeria e il personale dell’infermeria. Nel 2005 aveva ospitato un detenuto per alcune ore, prima di essere rilasciato. Questa estate il carcere sammarinese è balzato agli onori delle cronache per due evasioni clamorose avvenute il 19 agosto scorso.

ECCO COSA SCRISSE IL FATTO QUOTIDIANO IN UN REPORTAGE DEL 2014

Il primo mito da sfatare è quello della cosiddetta sbobba. Qui i piatti arrivano direttamente da una delle migliori e più antiche cucine del centro storico di San Marino. Quella del Ritrovo dei lavoratori 28 luglio, ristorante pluridecorato, che ha attovagliato campioni, poeti e presidenti (Tonino Guerra, per esempio, ma anche Alberto Tomba e Francesco Cossiga) e che ogni giorno prepara anche i pasti per dei clienti altrettanto particolari: i detenuti del carcere. Le celle si trovano proprio a due passi dal famoso locale, dove ogni giorno i cuochi cucinano per decine di turisti e insieme, grazie a una convenzione del 1980, confezionano pranzi e cene destinati ai reclusi del penitenziario. Del resto una mensa sarebbe uno spreco inconcepibile per una struttura come quella della piccola Repubblica.

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