Djokovic giocherà domenica contro il tennista italiano la sua trentesima finale in un torneo del grande slam e andrà a caccia del suo ventesimo titolo nei quattro tornei più importanti, nonché il sesto a Wimbledon

“Complimenti a Matteo Berrettini, domenica tutti col cuore a Wimbledon e Wembley, Italia!”. Cosi’ Roberto Mancini, su twitter, applaude il tennista romano che ha conquistato la finale del torneo di tennis londinese, che si giochera’ nello stesso giorno della finale degli azzurri del calcio contro l’Inghilterra, per Euro 2020. Wimbledon e Wembley distano poco meno di 15 chilometri nella Grande Londra e domenica saranno il centro del mondo, un luogo da sogno, di sicuro per lo sport italiano. La finale del torneo del Grande Slam vedrà in campo per la prima volta nella storia un azzurro, Matteo Berrettini, e quella di Euro 2020, con l’Italia che affronta l’Inghilterraper vincere un titolo che manca dal 1968.

Djokovic giocherà domenica contro il tennista italiano la sua trentesima finale in un torneo del grande slam e andrà a caccia del suo ventesimo titolo nei quattro tornei più importanti, nonché il sesto a Wimbledon

“Complimenti a Matteo Berrettini, domenica tutti col cuore a Wimbledon e Wembley, Italia!”. Cosi’ Roberto Mancini, su twitter, applaude il tennista romano che ha conquistato la finale del torneo di tennis londinese, che si giochera’ nello stesso giorno della finale degli azzurri del calcio contro l’Inghilterra, per Euro 2020. Wimbledon e Wembley distano poco meno di 15 chilometri nella Grande Londra e domenica saranno il centro del mondo, un luogo da sogno, di sicuro per lo sport italiano. La finale del torneo del Grande Slam vedrà in campo per la prima volta nella storia un azzurro, Matteo Berrettini, e quella di Euro 2020, con l’Italia che affronta l’Inghilterraper vincere un titolo che manca dal 1968.

Il percorso di Berrettini a Wimbledon è stato imperiale: solo tre set persi, sempre padrone di ogni incontro. Domenica però, contro il numero uno del mondo, sarà, ovviamente, tutta un’altra storia. Per la prima volta non sarà il favorito: non fosse altro perché Berrettini è alla sua prima finale di un torneo del grande slam, mentre Djokovic ne ha giocate 29 e vinte 19 (cinque a Wimbledon), due delle quali nel 2021 quindi con la possibilità ancora aperta di completare la quadrupla corona dello Slam nello stesso anno, impresa che non riesce a nessuno da più di mezzo secolo, ovvero dal magico 1969 di Rod Laver. Se quello che si è visto fin qui a Wimbledon è stato il più forte Berrettini di sempre, lucido, preciso, solido, forte e spietato, per insidiare il trono di Djokovic (che ha battuto non senza fatica il canadese Denis Shapovalov in tre tiratissimi set, 7-6, 7-5, 7-5) ne servirà uno ancora migliore. E per l’Italia sarà il primo piatto di una domenica in cerca di gloria, almeno nello sport.

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