In questo campionato 2019/2020 ci potrebbe essere il romantico esordio di Daniel Maldini, classe 2001, nipote di Cesare, figlio di Paolo, che potrebbe essere il terzo erede della  generazione di Maldini, capitani e vincenti con la maglia rossonera del Milan. Ma non è assolutamente l’unico figlio d’arte, forse, mai come quest’anno, la Serie A è piena di calciatori che hanno ripercorso le orme dei padri. Da Chiesa a Sottil, passando per Kluivert e Bisoli, vediamo quali sono i giocatori con cognomi “importanti”. 

Eredità da Serie A

Simeone, Destro, Zaniolo, Di Francesco, Sottil, oltre ai già citati Chiesa – il più quotato nella lista dei top bookmaker al momento fra i figli d’arte – Kluivert, Bisoli e Portanova (attualmente nell’under 23 della Juventus). Si potrebbe dire che il DNA non mente, anche se si notano delle differenze di ruolo e di caratteristiche fra padri e figli: nettamente più attaccante è l’ex calciatore Enrico, a differenza del figlio che è un’ala destra con spiccate doti offensive e di assist man, più a servizio della squadra, ma meno goleador del padre. Riccardo Sottil, ad esempio, altro giovane in forza alla Fiorentina, è un attaccante possente e veloce, ha grande somiglianza fisica con il padre Andrea, che però, era difensore. Ancora, il giovane Justin Kluivert, è una funambolica ala, rapidissima, non molto alto, con un ottimo spunto negli ultimi 25 metri, è un giocatore completamente differente da Patrick Kluivert, centravanti ex Milan, ma che abbiamo apprezzato maggiormente ai tempi dell’Ajax. 

Forse i due che si somigliano di più sono i Di Francesco, entrambi centrocampisti con un gran senso del goal, Federico, il giovane classe ‘94 è attualmente in forza al Sassuolo in prestito dalla SPAL, mentre Eusebio è attualmente l’allenatore della Sampdoria, dopo i due anni non brillantissimi alla Roma, fatta eccezione per la storica “remuntada” ai danni del Barcellona. Tuttavia, ci sono figli d’arte che hanno calcato già palcoscenici più nobili dei propri padri, migliorando in qualche modo la tradizione di famiglia: è il caso di Zaniolo, promettente centrocampista offensivo della Roma, della Nazionale under21 e della nazionale maggiore, che vanta già più di 30 presenza in serie A, mentre il padre, il bomber Igor Zaniolo, la serie A l’ha solo sfiorata con il Messina dei miracoli di Bortolo Mutti. Anche Mattia Destro, non ha mai militato in serie B, a differenza del padre, Flavio, storico difensore dell’Ascoli in A, ma che ha poi ha maggiormente giocato in serie cadetta negli anni successivi con le maglie di Pescara, Cesena, Catanzaro ed ancora Ascoli. 

Figli d’arte: un buon auspicio per il nostro calcio

Per i nostalgici, leggere questi nomi sulle maglie può ridestare un entusiasmo assopito soprattutto in ottica nazionale, dove il CT Mancini sta facendo un grande lavoro con la FIGC per riportare la gente ad amare la nazionale di calcio. Tutti questi figli d’arte potrebbero simboleggiare un passaggio di consegne da una generazione che ha vinto tanto, ad una che speriamo ci faccia sognare già dai prossimi Europei del 2020. 

La presenza di così tanti calciatori che hanno ripercorso le orme dei propri genitori potrebbe darci due indicazioni: la prima è che lavorare sin da giovanissimi può portare ad eccellenti risultati, la seconda è che gli esempi, quelli veri e pieni di entusiasmo, possono essere delle motivazioni fuori dal comune per un ragazzo che sogna palcoscenici importanti. 

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