Mano tesa a palmo aperto; “Mi dai qualcosa? Ti ho fatto parcheggiare”. Dopo aver messo la macchina nello stallo all’ospedale Bufalini di Cesena, la richiesta, da parte dei parcheggiatori abusivi, è tutti i giorni la stessa. Nonostante i box siano in parte gratuiti per le prime ore, e forfettari per le successive, c’è chi, alle spalle, della legalità, si “guadagna la giornata”. Insomma, la questua quotidiana da parte di tre/quattro persone, dura nel tempo, ormai da anni. Nonostante la Polizia Municipale sia spesso sul posto per i controlli e così gli ausiliari del traffico. Appena si arriva nel parcheggio, uno dei parcheggiatori ti indirizza al posto dove il socio tiene il posto; scendi, non fai tempo a chiudere l’auto che ti ritrovi la mano col palmo teso e aperto. E quindi, ogni 5 minuti 8 a volte molto meno) in quei palmi cadono 20 centesimi, 50, un euro. E alla fine della giornata, facendo un calcolo veloce, sono un centinaio di euro a testa. Più e più volte sono state inoltrate segnalazioni; sono sempre gli stessi e sono stati anche sanzionati, ma, il vizio continua. Insomma, piazzale Giommi è una fonte di ricchezza per queste persone. Nonostante le multe si siano inasprite col Decreto Sicurezza di quest’anno e i controlli da parte delle forze dell’ordine siano più assidui, loro sono sempre lì. Si “occultano” giusto il tempo per fare passare la pattuglia e poi ritornano sul posto “di lavoro”. A volte non si ha tempo di aspettare che un box si liberi e quindi, visto che all’ospedale si ricorre per necessità, si “accetta” di pagare; certo è che è uno “schiaffo” per chi lo stipendio se lo guadagna legalmente. Alzandosi al mattino e tornando a casa la sera. Perchè questa non è carità; la carità è tutt’altra cosa. Che si fa volentieri, nel silenzio. CF
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