“Negazionisti sono i giornalisti”; questo uno degli slogan della manifestazione “no mask” avvenuta ieri a Cesena. Forse un flop – anzi, senza il “forse” – , visto che c’erano poco più di 100 persone al raduno e – teniamo a precisarlo – l’immagine di Sgarbi sulla locandina non è mai stata autorizzata come la sua presenza non è mai stata prevista. Senza mascherina la gran parte dei partecipanti; alcuni la indossavano in modo irregolare, sotto al mento o lasciando fuori il naso. Tutti sorvegliati dalle forze dell’ordine che, però, non sono intervenute. Manifestazione animata da Leonardo Facco che ha accusato i giornalisti di “fare terrorismo”.Non vale la pena dilungarsi sullo stato della manifestazione, ma, come giornalisti, vorremmo puntualizzare alcune cose. Non abbiamo preso la laurea su Facebook come tanti no mask che dichiarano l’inesistenza del Covid, dei morti, delle polmoniti, dell’efficacia dei sistemi di protezione, dei diritti lesi e di tanto altro. Siamo tutti iscritti all’Ordine; abbiamo affrontato esami e corsi di aggiornamento, ma, mai, abbiamo etichettato le persone che la pensano in maniera diversa come hanno fatto gli esponenti di questo movimento. Se non altro per deontologia professionale e per rispetto. Del resto, negare l’esistenza del Covid – per altro un virus scoperto negli anni ’60 che ha dato origine ad una figliolanza come la Sars – è come dire che nevicherà ad agosto. Signori, prima di esporre convinzioni, bisognerebbe aprire il vocabolario e cercare il significato del termine “pandemia”. E, allo stesso tempo, “farsi un giro” negli ospedali. Buona vita!

Cristina Fiuzzi

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