Adrianna Siennicka, console generale di Polonia, a Cesena per partecipare a un’iniziativa legata al decennale dell’Associazione Polonia ha fatto visita a Palazzo Albornoz accompagnata da una delegazione guidata dalla presidente Bernadeta Grochowska. Nell’accoglierla il sindaco Paolo Lucchi ha espresso tutte le proprie perplessità riguardo la recente legge, approvato dalla camera alta polacca con 57 voti favorevoli contro 23 contrari e due astenuti che pene fino a tre anni di carcere per chiunque si riferisca ai campi nazisti come campi «polacchi» o accusi la Polonia di complicità con i crimini della Germania nazista.
“Durante l’incontro – riferisce il Sindaco – ho ringraziato la Console Siennicka per l’attenzione dedicata all’Associazione cesenate “Polonia”, che dal 2008 opera nella nostra città con importanti iniziative sociali e culturali. Ma, ricordando la mia visita ad Aushwitz di alcuni anni fa, le ho anche fatto presente come ogni Paese debba fare i conti con la propria storia. Ed è quindi sbagliato, come invece è accaduto recentemente al Parlamento polacco, emanare una legge penale che punisce severamente chi associ i lager sorti in Polonia per lo sterminio sistematico del popolo ebraico con la Polonia stessa. La legge cita testualmente come sia vietato chiamarli “lager polacchi”, in quanto quei campi erano ideati, gestiti, organizzati, finanziati dalla Germania nazista”. Non dimentichiamolo, purtroppo in Polonia, così come in Italia, l’antisemitismo prima, durante e dopo l’occupazione nazista, è stato sempre assai acceso e non possiamo dimenticarcene. Soprattutto, non può accadere ad un Paese come la Polonia, che l’anno scorso a Varsavia ha visto sfilare 60mila estremisti impegnati a scandire slogan antisemiti. Non dobbiamo dimenticare né chiuderci gli occhi: dobbiamo piuttosto rafforzare i valori che, assieme, in Europa possono consentirci di respingere le derive xenofobe e fasciste”.
p.p.




















