Si sono presentati a Cesena i candidati del Movimento 5 Stelle nel collegio elettorale di Forlì – Cesena. Carla Franchini per il Senato e Sergio Culiersi per la Camera sono nell’uninominale, mentre al plurinominale per il senato si offrono Michela Montevecchi, Marco Croatti, Elisa Bulgarelli, Davide Brunelli, invece per la camera Giulia Sarti, deputata uscente, Carlo De Girolamo, Francesca Savelli, Cristiano Casadei (l’unico cesenate residente).
Come nella logica del Movimento Pentastellato, a parte Giulia Sarti, nessuno è un politico di profession, ma tutti vengono dalla società civile dove svolgono attività diverse dal docente di scuola, al contrattista universitario per passare alla commessa, alla funzionaria comunale e al commissario di pubblica sicurezza in pensione. Un gruppo che vede nel movimento fondato da Beppe Grillo l’alternativa a vecchie logiche di partito in una prospettiva di offrire alla nazione un nuovo modo di approcciarsi alla cosa pubblica, a dir loro, originale.
Che siano convinti di far bene nelle prossime elezioni fa loro sostenere, per bocca del deputato uscente Giulia Sarti che:”Prima delle elezioni renderemo pubblica la lista dei nostri ministri. Sarà il Presidente Mattarella in base ai risultati a dare il mandato per il nuovo governo, qualora toccasse a noi e non avessimo la maggioranza totale andremo in parlamento a chiedere chi è disposto a condividere con noi il nostro programma. Alleanze pre elettorali non ne facciamo anche perchè prima del voto degli italiani è una cosa inutile”.
Sicurezza, qualità della vita, disinteresse alle lobby, reddito di cittadinanza sono i cardini delle iniziative, comprese nei venti punti del programma del Movimento, che i candidati intendono portare avanti. In particolare il diffondersi delle mafie che ormai stanno radicalizzandosi, grazie alla corruzione, dappertutto li vede in prima fila nel combatterla. Il reddito di cittadinanza, 780 euro mensili, non li intendono come un’assistenza alle classi più deboli, bensì un volano economico che da un lato può muovere l’economia, dall’altro permettere una dignitosa vita in attesa di una occupazione. Il lavoro è centrale nelle preoccupazioni, e che nell’ultimo decennio è andato sempre più scemando. “Il tasso di disoccupazione nella nostra regione – sottolinea Carla Franchini – è al sei per cento dal tre per cento di dieci anni fa, il ventun per cento dei giovani è disoccupato contro il dieci per cento di prima. Attualmente dobbiamo registrare tredicimila disoccupati. Credo che tutti dobbiamo preoccuparci proprio perchè i primi a soffrirne sono i nostri figli”.
Piero Pasini




















