E’ morta Marisa Marisi, se ne è andata ieri sera, a 89 anni, nella clinica San Lorenzino dov’era ricoverata da diversi giorni. Donna di grande impegno politico e civile, l’ultimo grande contributo dato alla comunità cesenate è stato quello contro la violenza sulle donne, fondando in città, nel 2007, l’associazione Perledone.

I suoi funerali si terranno lunedì 21 gennaio dalle ore 15:30 presso la “Sala del Commiato” del nuovo cimitero urbano di Tipano“. Tra i tanti messaggi di condoglianze e cari ricordi di Marisa Marisi giunti in queste ore, pubblichiamo qui di seguito quello del sindaco di Cesena Paolo Lucchi a nome della città.

Annunciando che il 20 novembre 2017 Marisa Marisi, (assieme al Professor Franco Servadei e al jazzista Marco Tamburini, da poco scomparso) sarebbe stata insignita del Premio Novello, il Comune di Cesena scrisse: ”E’ sicuramente una grande donna Marisa Marisi, da sempre impegnata per l’emancipazione femminile e la difesa dei diritti delle donne. Lo ha fatto fin da giovanissima quando, come sindacalista, seguiva l’Arrigoni, con la sua manodopera in gran parte femminile. Lo fatto nell’Unione Donne Italiane, di cui nel 1954 diventò segretaria della sezione cesenate. Lo ha fatto in Consiglio comunale, sui cui banchi ha seduto nelle file del Pci a partire dal 1956 per dieci anni, e all’interno del consiglio di amministrazione del Roir. E ha continuato a farlo fino ad oggi come instancabile promotrice nel mondo dell’associazionismo, in particolare con l’associazione Perledonne, che da anni si impegna contro il gravissimo fenomeno della violenza sulle donne. Un impegno quanto mai necessario a tutti i livelli, come dimostrano anche fatti recenti, per il quale non saremo mai abbastanza grati a Marisa”.

Forse in queste parole è compresa la sintesi dei pensieri, delle emozioni, della tristezza che in queste ore hanno caratterizzato tutti i cesenati – tanti – che negli anni hanno avuto a che fare con Marisa Marisi.

Chi ha avuto al fortuna e l’onore di conoscerla, come è capitato a me, non ha potuto fare a meno di essere trascinato dalla sua passione contagiosa, dalla generosità, dalla determinazione con cui si è impegnata sempre per affermare i diritti: delle donne, dei più deboli, di coloro che non era giusto lasciare per ultimi. E forse nel suo impegno costante si può trovare la sintesi di una volontà – oggi la definiremmo passione civica – che oggi chiunque nota essere assente tra i più, come ragione di vita. Come, invece, è accaduto con Marisa.

Le condoglianze dei cesenati e mie personali al marito Gabrio Casadei Lucchi, ai figli Luciano e Giorgio, alle nipoti ed alle nuore.

Paolo Lucchi

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