Nasce a Cesena l’Associazione “Crescere a Piccoli Passi” composta da circa quaranta famiglie che hanno avuto necessità, per i loro piccoli nati prematuri, della terapia Intensiva Neonatale di Cesena e di Forlì. Un sodalizio che ha come obiettivo preparare i genitori ad un evento improvviso e coadiuvare medici ed infermieri preposti alla cura e all’assistenza dei piccoli che mediamente dovranno restare in ospedale sotto stretta sorveglianza almeno cinquanta giorni.
Nelle terre di Romagna ogni hanno nascono nove mila bambini dei quali uno su cento è “grande prematuro”, ovvero sotto il 1,5 chilogrammi di peso e uno su dieci è prematuro. Con le moderne terapie di intervento e cura i rischi di non sopravvivere si sono molto ridotti, ma per tutti i nati c’è bisogno di cure personalizzate che vanno dalle terapie complesse in caso anche di patologie gravi fino alla semplice osservazione.

In ogni caso l’apporto dei genitori ed in particolare della madre, risulta fondamentale e spesso esse si trovano impreparate ad affrontare questi momenti particolarmente delicati. “E’ proprio per questo, seguendo esperienze analoghe di altri ambiti territoriali, – dice la presidente dell’associazione Alice Gazzoni – che abbiamo creato questo sodalizio di famiglie che hanno vissuto qui momenti. Il nostro compito vuole essere quello di supporto alle madri, cooperare nelle cure, trovare fondi per acquistare nuovi strumenti di cura per i bambini”. ‘Crescere a Piccoli Passi’ è quindi un’associazione volontaria sorta sul finire dello scorso anno da genitori che hanno vissuto un’esperienza nei Reparti di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Bufalini di Cesena e Neonatologia di Forlì. “L’apporto della famiglia è fondamentale – sottolinea il dottor Augusto Biasini da sempre in prima linea nella cura dei bimbi prematuri – è stato dimostrato che un apporto positivo materno addirittura può incidere favorevolmente nel mettere in moto certi meccanismi del Dna. Ne consegue che la cura del bimbo nato prematuro è imprescindibile dall’apporto genitoriale, però devono essere preparati e questo è uno dei compiti base dell’associazione.
“I bambini nati prematuri e con altre patologie e complicanze – dice il dottor Marcello Stella, direttore di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica del Bufalini – mediamente sostano per le cure circa cinquanta giorni ed in questo periodo non solo il,contributo medico è importate, ma la presenza del genitore, della madre in particolare, è sostanziale anche se a volte capita che il piccolo venga affidato a noi completamente. Da dire è che il nostro reparto è aperto ventiquattrore e mai abbiamo respinto nessuno per mancanza di posti letto. Siamo fautori della Family Therapy e per questo miriamo a ricreare l’ambiente familiare di vita come a Forlì dove esiste un’apposita stanza proprio fuori del reparto di terapia intensiva neonatale”.
“Ogni madre di prematuro deve sapere – conclude il dottor Enrico Valletta, direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donne Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena – che nei nostri reparti avrà il meglio di ogni cura, la nostra qualità è ai massimi livelli in Italia, anche il trasporto da un’unità operativa all’altra non è più un problema. Affiancando questa associazione che mira ad essere supporto alle famiglie completiamo il quadro.”
Piero Pasini






















