di Franco D’Emilio

Può accadere dinanzi ad un fumante cappuccino oppure ad una spumosa birra su un croccante toast con una ghiotta farcitura o, ancora, dinanzi ad un rilassante spritz di buon auspicio per la sera e, forse, la notte che verrà: però sempre al bar, soli o con amici, per muovere i nostri pensieri, seri o fugaci, le nostre riflessioni, magari pure la considerazione sull’ondeggiamento sopra un tacco dodici o, all’opposto, su uno sguardo sciupafemmine.

Il bar, dunque, come luogo per solleticare la mente e la fantasia, per cogliere emozioni, perché no luogo di poesia per cantare il nostro quotidiano sentire, i nostri sogni irriducibili, sempre attorno alla certezza di Eugenio Montale che “codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

Davvero azzeccato e sempre attuale, quindi, denominare “Poesia al Bar”, siamo ormai alla decima edizione, il concorso letterario nazionale in versi, organizzato a Ravenna con il patrocinio dei Comuni di Ravenna e Cervia, oltre al contributo della Banca di Credito Cooperativo, del Lions Club di Milano Marittima 100, infine di Leo Ravenna.

Il prossimo 21 aprile è la data ultima di partecipazione al concorso, come da bando consultabile in rete, digitando il titolo stesso della “gara” poetica: una data significativa che richiama il Natale di Roma ovvero quella classicità, sempre presente nella poetica di Dante, del quale ricorre quest’anno il VII centenario della scomparsa.

“Poesia al bar”, dunque, nel segno del Sommo Poeta, quasi a ribadire la volontà di far volare ancora il refolo della poesia tra le mura, antiche e moderne, di Ravenna.

E Ravenna, come tutte le città, come tutti noi, ha bisogno di poesia, ancora di più in questo difficile, drammatico frangente epidemico.

Spero che entro il prossimo 21 aprile in tanti partecipino a “Poesia al bar” perché dei poeti ci servono, ci consolano la sensibilità e il sogno, la riflessione e l’amore: “E poeti non ce ne sono tanti nel mondo” ammoniva Alberto Moravia, commemorando Pier Pasolini.

E Ravenna chiede poesia che racconti il mondo, la gente, i cuori.

Ravenna con il suo “Poesia al bar” vuol offrire un serto di lauro a quanti vorranno concorrere con la loro vena poetica, anche solo per farsi conoscere e apprezzare o per inseguire un riconoscimento, un premio, magari la possibilità di essere pubblicati.

E nell’organizzazione di “Poesia al bar” non può certo dimenticarsi il contributo fattivo, organizzativo della ravennate Alessandra Maltoni, essa stessa scrittrice e poetessa, attraverso il suo Centro Servizi Culturali: un impegno coerente con la convinzione della sua stessa silloge poetica “La poesia cambierà il mondo”.

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