Catia Tomasetti era un’adolescente quando venne “licenziata” dal padre. Faceva la deejay a Radio San Marino. Il padre Giuseppe era il tesoriere del Pci di Rimini, la radio era di proprietà del partito e macinava utili. Per questo venne ceduta. Fu un affare per il partito. La politica, anche in questo modo, ha sempre fatto parte della vita della Tomasetti. Ma non è per ragioni politiche che il sindaco di Roma Ignazio Marino l’aveva scelta come presidente di Acea, la multiutility della Capitale, crocevia dei giochi e delle lotte di potere romano, controllata con il 51 per cento dal Campidoglio. Una sorta di Mediobanca della Capitale, come è stato scritto. Perché è lì nel cda di piazzale Ostiense che si misurano i mutevoli equilibri tra i potenti di Roma. L’allora sindaco Marino nella lista del Comune aveva fatto dei nomi: Alberto Irace, manager interno di Acea dov’è responsabile del settore idrico oltre che ad di Publiacqua, e di Catia Tomasetti per la presidenza.

In realtà quella della Tomasetti è stata la seconda scelta del sindaco. La prima era Paola Severino, già ministro della Giustizia nel governo tecnico di Mario Monti. Ma la Severino aveva detto no, come aveva rifiutato pure l’ipotesi di andare a presiedere il cda dell’Eni. Sfumata l’ipotesi Severino, Marino ha chiesto al suo entourage di trovargli un’alternativa: una donna che conoscesse il settore dei servizi pubblici. Se n’è occupata in primis l’assessore alla Famiglia del Comune, Alessandra Cottoi, già storica portavoce del sindaco.

L’indicazione della Tomasetti a ricoprire il ruolo da presidente di Acea pare sia stata causale. Suggerita dal marito della Cottoi, Alessandro Corfì amministratore delegato di Umbra Acque che aveva incrociato la Tomasetti in un convegno. Catia Tomasetti, avvocato è l’unica donna tra i nove “super soci” dello studio di avvocati d’affari Erede Bonelli Pappalardo, probabilmente il più grande studio legale d’Italia. Roba da milioni di euro per ciascuno dei soci a fine anno. Nella famiglia Tomasetti allargata, Catia (classe 1964) è stata la prima a laurearsi. Il padre Giuseppe ha solo la quarta elementare ma è stato un personaggio potente nella Rimini di qualche anno fa. Per quasi vent’anni è stato l’assessore all’edilizia. Militante, funzionario e dirigente, poi, del Pci. È stato il più giovane sindaco d’Italia (a 21 anni) in quel di San Giovanni in Marignano. Oggi è ancora nel Pd, schierato prima con Bersani poi con Cuperlo. Uomo carismatico, dunque, che ha segnato inevitabilmente la formazione della figlia, iscritta solo per un anno alla Federazione dei giovani comunisti italiani (Fgci). Poi la Tomasetti ha deciso di staccarsi dal vincolo paterno. Se n’è andata da Rimini. Chi la conosce spiega che l’ha fatto per non rischiare di sentirsi etichettata come “la figlia di”. E forse anche per non fare l’avvocato di provincia.

Laurea in giurisprudenza a Bologna a 24 anni con il massimo dei voti. Sei mesi a Londra. Poi il Diplome de Hautes Études Européennes et Internationales a Nizza. Determinata e ambiziosa. Torna in Italia. Va a lavorare in uno studio di penalisti a Brescia. Il matrimonio e poco dopo anche il divorzio. Riparte per Londra dopo aver vinto una borsa di studio del British Council. Entra nella “law firm” Allen & Overy, si occupa di banking. Torna in Italia nel prestigioso studio Chiomenti. Comincia a lavorare nel settore dell’energia e del project financing. Poi diventa socio della Allen & Overy. Nel 2011 arriva a Bonelli Erede Pappalardo. Il suo nome è inserito nelle più prestigiose guide legali internazionali, quali Chambers, Legal 500 e IFLR. È espertissima di finanza di progetto, di energia, di acqua, di ristrutturazioni di società pubbliche o a capitale misto.  La Tomasetti ama la musica. Soprattutto la musica barocca del Seicento. Si era iscritta alla Facoltà di musicologia di Cremona. Ha dovuto lasciare dopo la nascita, quattro anni fa, della figlia avuta dal compagno Cristiano Cannarsa, presidente e ad di Sogei, candidato a prendere il posto di Matteo Del Fante, diventato ad di Terna, alla direzione generale di Cassa Depositi e prestiti. Intanto il professor Franco Bonelli, uno dei fondatori dello studio legale, ha regalato alla Tomasetti un libro sul ruolo dei presidenti e gli amministratori di società. Le informazioni sono tratte da uno scritto di Roberto Mania che ha fatto un excursus sulla vita del personaggio pubblico che da Rimini è salita sul Titano. E adesso al di là di come vada a finire questa inchiesta che l’ha coinvolta la musica è finita.

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