Procede il percorso verso l’istituzione della Giornata nazionale della Ristorazione, fortemente voluta dalla Fipe Confcommercio che celebra quest’anno gli ottant’anni della sua lunga e gloriosa storia. 

“Fipe Confcommercio cesenate – affermano i presidenti Angelo Malossi (baristi) e Vincenzo Lucchi (ristoratori) – esprime apprezzamento in merito all’approvazione alla Camera dei deputati della proposta di legge sull’istituzione della Giornata della RistorazioneL’approvazione del testo, senza l’opposizione di nessuna parte politica, testimonia il valore trasversale della proposta e riconosce la ristorazione quale straordinario valore sociale ed economico del Paese. Ora il provvedimento passerà al Senato dove Fipe auspica in un iter veloce di approvazione. La legge propone di istituire la “Giornata della Ristorazione” il terzo sabato di maggio di ogni anno. L’obiettivo è celebrare la ristorazione come parte integrante della cultura italiana, promuovendo valori come la sostenibilità, l’inclusione, la qualità dei prodotti agroalimentari e la legalità nel settore ispirandosi all’evento “Giornata della ristorazione per la cultura dell’ospitalità italiana” organizzato dalla Fipe dal 2023”.

L’intento è affermare con forza il valore culturale e imprenditoriale del nostro settore, – proseguono i presidenti di Fipe cesenate – che rappresenta uno degli asset strategici del Paese e un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionaleNon si tratta solo di celebrare l’eccellenza gastronomica italiana, ma anche di accendere i riflettori su un comparto che necessita con urgenza di politiche pubbliche organiche e di lungo respiro. Oggi la ristorazione sconta la mancanza di una visione strategica: è un settore chiave per l’occupazione, per la filiera agroalimentare, per il turismo e per l’immagine stessa dell’Italia nel mondo, ma continua a essere lasciato ai margini del dibattito economico. Serve un cambio di paradigma. Bisogna superare la retorica del “Made in Italy” inteso solo come marchio commerciale e abbracciare il concetto più profondo e generativo di “Sense of Italy”: un modello che sappia integrare bellezza, competenze professionali, cultura del cibo, innovazione e sostenibilità. Solo così potremo dare prospettiva al nostro sistema Paese, valorizzando ciò che ci rende unici e creando nuove opportunità per le future generazioni di imprenditori e lavoratori del settore”.

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