Due conviventi romeni, dall’aspetto pacifico e dalla vita apparentemente tranquilla, avevano messo in piedi un grosso e redditizio giro di prostituzione tra Cesena, Imola, Perugia e Città di Castello che fruttava complessivamente, ma le stime sono tutte da accertare, circa 250mila euro all’anno. Sono stati scoperti dai carabinieri di Cesena che raccolsero circa cinque mesi fa una ragazza, neanche ventenne e di nazionalità romena, che correva sconvolta per strada. Rifocillata e tranquillizzata la giovane raccontò di essere stata portata in Italia per lavorare, ma presto aveva capito che il lavoro consisteva nel prostituirsi. Al suo rifiuto subì anche una violenza sessuale.

I due che l’avevano circuita, un uomo e una donna  rispettivamente di quaranta e trenta anni residenti in città, subito individuati furono posti sotto stretto controllo. Si è scoperto che la base operativa era Cesena allargandosi poi anche a Imola e in Umbria. Le ragazze che lavoravano per i due “protettori”  erano quattro alle quali spettava una parte del ricavato dalle prestazioni sessuali che non scendevano mai sotto dei cinquanta euro. La stessa protettrice frequentava clienti facoltosi facendosi dare non meno di cinquecento euro alla volta. Un giro oltremodo ricco che poteva fruttare  oltre duemila euro a settimana e tutti gli incontri erano programmati in base a appuntamenti. “Non hanno mai usato le maniere forti con le giovani – sottolinea il comandante dei carabinieri di Cesena Capitano Fabio Di Benedetto – certamente però si facevano capire molto bene tenendole in uno stato di sudditanza”. La coppia di stranieri è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale e autoriciclaggio di denaro.

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